Silenzio 3,14

Spazio in cui perdermi fra giochi di voci assenti e mute presenze infinite come F_utili cifre di serpenti arrotolati a gambe avvinghiate, travolte da in_sano sentire e quel continuo divenire.

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Presente e passato raccolto da mani freddate che dipingono fiati e aliti dimenticati, sospirati in giorni forse andati o ancora anelati, cercano  argini da lambire, confini da stabilire, scie da seguire, nuvole da inseguire e respirare, cicatrici da sanare e altri segni da lasciare, schiumose labbra da baciare, fogli da imbrattare, righe da s_finire e completare, parole da usare rendendo meno soave il frullio intimo che si deve celare.
Come goccia di ruscello che conduce al mare e da questo all’oceano, groviglio di linfe che si confonde e diffonde, segnando cerchi che alimentano altri cerchi e altri ancora e toccheranno le rive di spiagge distanti lasciandosi trasportare da venti che soffiano irruenti e riportano in vita le gocce infinite…
Come corde legate a piedi stanchi e ancora esuberanti, tracciano cerchi su circonferenze di gambe, cosce e fianchi, giungono alla vita che brama altra vita, cingono il busto schiacciando seni eccitati, avvolgono il collo impegnato in intrecci di amanti piumati, amplessi arrivati e quella corda infinita che non trova alcuna fine, sale su per il cielo sospesa fino alle nuvole e ancora più su, girando e vorticando in spazi mai sazi, percorre le strade, i deserti e i mari tenendo unite due essenze infinite.
Come quel cumulo di F_utili cifre che esistono all’infinito, senza confini ne argini possibili e resistono in un abbraccio che sfida l’irrazionale dis_umana eternità.

3,1415926….volte infinita_mente (oggi) distanti?

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I see you

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A volte basta una parola
per stare bene a metà

Guarda com’è bello nel suo pelo folto e luminoso! Sembra un dolce batuffolo di forza e astuzia, sembra indugiare nel passo felino di chi ha deciso da tempo di essere cacciatore e non più cacciato, sembra aspettare la preda al suo varco e nel cuore ha solo la ferocia di anni passati a sopportare cani bastonati morderlo al collo, braccia poco attente che lo hanno scaraventato nel vuoto di un abisso solingo di pensieri raminghi per poi r.accoglierlo e coccolarlo e ancora gettarlo dal davanzale rimasto gelido per l’inverno in agguato.. Sembra voler celare il muso segnato dai graffi di unghia sapienti chel’hanno costretto a nascondere i baffi e tirar fuori gli artigli, non per lottare, ma almeno difendersi nelle altalene di finti castelli di sabbia che l’hanno sporcato, impolverato..si è scrollato ed è qui..al passo della piccola grande fortuna che osserva da vicino senza sfiorarla, potrebbe ferirla con una sola zampata e aspetta… Lei è nata kokkinos e non sa cambiarsi d’abito, ha sette puntini sparsi sul dorso, ali per volare e cacciare, piccole zampe per sfuggire ai predatori piu’ furbi. Sembra aspettare, vero? Non ha paura di essere spazzata via dalla furia del bianco che cela l’oscuro pensiero, lei sospira nel vederlo indugiare, ha provato a volargli sopra e non è riuscita, troppo in alto doveva ed è caduta, ci riprova, ma non osa..e aspetta inerme la mossa del fiero irsuto che sa come farla volare, ma forse non vuole.

Lui sa come ucciderla e non lo fa.
Lui sa come annientarla e non lo fa.
Lei sa solo amarlo, aspettando_lo.

Fou

E’ un giorno di.verso questo.
Semplice e banale per tanti, ma non è vero, nessun giorno lo è mai…
Osservo il mare di vita, le sue onde i flussi che portano via e delle volte restituiscono… trascinano e tracimano delle volte, altre semplicemente s’infrangono..
Come quelle bottiglie lasciate andare nella speranza che ritornino piene di mistero e soluzioni, di risposte (mai) pervenute..
Ricordi la tua bottiglia? E il messaggio che volevamo scriverci? Chissà se è già tornata da te… devi esserne certo… è li che naviga per raggiungerti e dirti che va bene così…
Quanti giorni ad aspettare e sbirciare il mare mentre la vita ti spinge e costringe a muoverti… ad agire anche se non sai bene cosa fare.
Però come si fa a dire alla vita di pazientare…?
No… non si può!
Ed allora, anche se non smetti di sbirciare il mare, VIVI!!!
Vivi e scegli il buon senso, i buoni consigli, ogni tanto smetti anche di ascoltare ciò che senti salire dalla pancia e divenire voce che vuol guidarTi.
E quando quello che ti dice sembra assurdo o folle e i giudizi si fanno taglienti, infinitamente crudeli, le parole ingiuste perché non ti adegui, non ti lasci amalgamare a chi ragiona sempre… Perché  scegli quel tuo sentire im.palpabile che conosci anche se non lo vedi…?
E dai retta all’ istinto?
Pazzia!!!
Malattia!!!
La strada è irta, difficile, traballi e inciampi, ti fai male, ma la tua strada è quella e  lo sai, lo senti, o almeno te lo auguri…
Le altre voci ti confondono, però quella tua fioca interiore è imperiosa e le vince tutte.
Lei sa, forse…
Tu no, di sicuro…
Coraggiosamente le credi e continui ad amare, a camminare, ad aspettare anche se gli schemi ti risucchiano, tu ti aggrappi all’invisibile sentire e continui ad amare, a camminare, a scegliere per te sperando profondamente che quella voce non stia sbagliando.
Tanto non puoi fare a meno di seguirla, quasi fosse un incantesimo.
Ed ogni tanto sbirci il mare: prima o poi, speri, qualcuno ti risponderà…
Una bottiglia sbatterà sui tuoi piedi, l’ha portata un’onda senza farsi vedere… la guarderai col cuore che batte forte e leggerai il messaggio che porta dentro…
e le lacrime saliranno dalla pancia su fino alle ciglia e poi coloreranno il tuo viso… bagneranno le mani… adori il sapore delle lacrime di sorriso…e lo saprai…
Non hai sbagliato ad aspettare.

 

Chi sono io? Chi sei tu?

Non mi conosci? Alor mi presento!
Il rossetto mi piace chiaro, con una carezza di gloss lucido,  il caffé zuccheroso, la carne stra.cotta, la sabbia bollente,  il mare leggermente mosso per non affogarci dentro,  gli occhi grandi,  la doccia bollente. Ho i capelli chiari e corti ma vorrei tanto averli lunghi e scuri con una grande cascata di riflessi cangianti, che ogni tanto oso sfoggiare tinti di rosso nel mio taglio stropicciato.  Amo gli occhi degli altri, le panchine vuote, i silenzi difficili da combattere,  le mani impacciate che toccano sempre qualcosa di sbagliato.  Sono una fragile donna qualsiasi. Una che dà per certa la profondità d’animo altrui.  E per questo ancora si stupisce di ciò che altri fanno, di ciò che tutti fanno. Sono tollerante con tutti ed estremamente intollerante con me stessa… una di destra che odia il Cavaliere, non quello oscuro… ma quello di Milano… insomma… una vera scema.
Sono partita per un viaggio intimo con una valigia piena di tutto il pudore e la fifa blu che avevo nell’armadio. Niente pregiudizi, ma tanti preconcetti e analisi sgocciolate dal mio mondo quotidiano… niente spasmi, niente fantasie, niente lacrime,  niente sproloqui, niente pathos eccessivo perché fa tristezza,  e oggi si vuol vivere nell’eterna Grande Bellezza, che di bello ha solo il nome. Un solo paio di jeans e scarpe senza tacco, per fuggire in fretta. Una valigia troppo piena e presuntuosa la mia… vista da oggi. Una valigia scema. Come me. Ho trovato qualcuno che ha preso la mia valigia e l’ha svuotata in un solo soffio, ha aperto un campeggio fra i miei pensieri e costruito un’amaca nelle mie viscere, tuffandosi fra le onde dei miei desideri ha giocato a nascondino coi miei umori. Ha concimato e innaffiato ogni mio delittuoso piacere e lentamente ha seguito un suo ciclo vitale… quasi a formare un cerchio… ma un cerchio perfetto non si traccia con unico tratto, occorre pazienza e maestria nell’uso di gessetto e curve da arrotondare, di giorno in giorno, si perfezionano gli in.finiti lati di quel sé che viene a galla, senza un perché, lasciando che sia… occorre solo pazienza ed io ne ho una quantità inesauribile. Una cosa si… la vorrei. Mi piacerebbe che un certo languore smettesse di scorrermi dentro. Vorrei che in maniera semplice come è arrivato, svanisse… Come tutto ciò che non ha senso… il mio languore del tuo affetto… che senso ha?
Nessuno, ma mi fa bene. Ed eccola ancora la scema, eccola qui a de.scriversi in una sola parola…
Chi sono io? Una scema… anzi no… la TUA scema!!!

Trasparenza

Vengo a guardarti nella ragione di un ricordo desiderato e interrogo i tuoi occhi chiusi…. quasi con distacco.
Da tutto e da tutti.
Frugo nelle ombre della tua pelle che invitano le mie mani a cercare Trasparenza, per andare oltre e scoprire la ragione del mio volerti. Bene.
Come tornare bimba e smontare la sveglia chicchirichì per sapere se c’è davvero il tempo dentro.

E mi fermo su ogni dettaglio con clinica determinazione… forse il mio desiderio è imprigionato li, nelle pieghe del tuo corpo, nelle cicatrici in.visibili del tuo viso… sempre girato per non mostrarsi intero. Nelle rughette sparse in ogni dove… i passi di molto tempo, attese e ira esplosa e poi contenuta… o appagata. O sedata. O annullata. O rinnegata. Mai dimenticata.

E’ li che nasce il mio volerti (bene)?
Rovisto sul tappeto dei tuoi peli scampati alle lame incerate e scorgo la voragine di ogni follicolo… forse è li l’origine del mio volerti.bene.
Rubo il tuo sguardo… di che colore sono davvero quegli occhi che mi guardano spessissimo? Acqua..ferro… cielo e sabbia…argento e limo, piombo e terra, caffè e menta… non lo so  davvero ancora… ma non è in quel colore che voglio entrare… piuttosto mi affaccio sulle tue ciglia per vederci meglio…forse è proprio li l’origine del mio volerti.bene.
Nello sguardo più dolce e malinconico che conosco.
E poi ti muovi… ed eccoti mio. Interamente tu. 
Studio il mio ricordo come un esperimento mal riuscito, per trovare la ragione del mio volerti.bene. Del mio cercarti.
Ma non lo trovo. Ancora.
 
Dan.nata nostalgia. Di te. 
Ancora qui. Senza saper poi cosa dire. Ancora.
Cambierò mai?

Mots

Linea di confine fra l’essere e l’apparire in un mare di solinghi pensieri e infinite possibili relazioni, in un universo fatto di vite vissute, bramate o perdute.
Qualcuno le usa per ammansire i lupi randagi, per ammaliare i viandanti e per dire o non dire le paure di ogni proprio divenire.
Altri le usano come armi affilate, seducono e brandiscono per poi lacerare e scarnificare vittime complici e consensienti di ogni efflato enunciato.
Pericolose alleate di anime sapienti che esaltano e magnificano anche le assenze, o le effimere in.esistenze.
Risultano stonate o esagerate ad orecchie poco attente, ma creano legacci di pelle intessuta di carne e conciata con mistura di lacrime e sangue in chi ascolta e contraccambia. Non è forse vero  che per essere pregiato un  cuoio debba in_tingersi a lungo nella con_fusione di oli e tan_nini?
E quando i primi avranno ben’ ammorbidito le reticenze del tessuto ecco giungere i secondi a donare l’impermea coltre al finalmente cuoio.
Le parole creano, partoriscono e generano
Le parole demoliscono, a volte.
Cosa succede quando finiscono le parole?
“Come potrebbero due esseri capirsi
senza quella speciale comunicazione di silenzi?”
………….
……………
……………..
Si lascia invadere la mente dal silenzio e si convive con la proprie ombre…
ne abbiamo tutti bisogno per poter riposare….
Avete un amico? Regalategli un mazzo di ombre da riporre in una stanza vuota e silenziosa… da riempire di soli pensieri sognati.

 

….\\\\////….

“Stellina bianca nella notte nera,
dormi di giorno e attendi la sera
e non aver paura perché, ed è cosa vera,
la vita aiuta spesso chi spera”.
Nel nero del silenzioso buio hai smesso di sperare e de.siderare che la tua mano trovasse nella mia la moneta da lanciare per accendere le stelle e farle tornare a brillare…
Poi nel bianco allunaggio dal respiro mancato hai impegnato tutto il cuore a scendere giù e volare su altalene di sbuffi di vento salato…
e la voglia di sognare si è arenata..
Adesso con lo scorrere dei giorni… si è mostrato con un fruscio setoso, è venuto a carezzare lo sguardo e fermatosi ad aspettarmi mentre la corrente si alzava e il mio orologio inceppato nel tuo ricordo mi  raccontava di vecchie nenie popolari provenienti dalle terre oltre mare..
e il pensiero si è intrappolato nell’infinito tra parole mai dette o forse solo mai udite..
Eccole…
le raccolgo in un albero minuto che profuma di paradiso e lo fisso in un lungo istante in questo spazio di vita… come una farfalla fra i capelli…
e prima che il tuo orologio torni a scandire altri pensieri…
ti regalo il pozzo dei de.sideri dove sporgersi non è mai pericoloso…
è solo tuo…
Usa il secchio del tuo animo puro per attingerne linfa o  prendi la moneta dalle mie mani bianche e fidate
e lanciamo insieme la speranza di un de.siderio esaudito
o forse..solo davvero
de.siderato.

Buon compleanno Iceman